Visitiamo un ospedale della fine del XIX secolo


 


Oggi è domenica e io e mio marito abbiamo deciso di approfittare di una fantastica offerta valida in diversi musei civici in Toscana, con ingresso completamente gratuito solo per oggi. Un museo che desideravo visitare da tempo è il Museo del Ceppo, situato nella magnifica sede dell'ex ospedale sormontato dal celebre fregio di Robbiano. Ne ho scritto un post, che condivido qui per rinfrescarvi la memoria:

(https://hive.blog/hive-163772/@noemilunastorta/del-ceppo-hospital-in-pistoia)

Il museo è facilmente accessibile dal pergolato e, una volta entrati, si viene accolti da una semplice sala con diverse installazioni interattive dedicate al famoso fregio, che permettono di approfondirne i singoli aspetti e di conoscere anche il suo restauro.

 

 

Dopo aver ammirato le installazioni interattive e le informazioni sul fregio, ci siamo diretti verso il cuore del museo, il vecchio ospedale. La prima sala che abbiamo visitato è stata la sala anatomica, una piccola struttura vicino al complesso principale dove i medici potevano osservare interventi chirurgici e autopsie. Appena entrati, il tavolo di marmo al centro cattura immediatamente lo sguardo, così come la frescura della stanza. Il soffitto, che ho trovato magnifico, riccamente decorato, quasi bucolico e semplicemente meraviglioso, spicca subito. E, naturalmente, la sala anatomica ha delle gradinate dove gli studenti sedevano per assistere ad autopsie e interventi chirurgici. Un luogo davvero speciale e affascinante.

 

Poi siamo tornati nella sala principale, un'enorme sala con molti letti d'ospedale rosa, ora trasformati in vetrine, ognuna contenente vari strumenti medici suddivisi per tipologia: antichi cateteri o strumenti per frantumare i calcoli renali in urologia, diverse pinze in ginecologia, seghe, scalpelli e strumenti simili in ortopedia, bisturi in chirurgia, strumenti per salassi, raschietti per feti deceduti in ostetricia, e così via. Devo dire che molti strumenti medici, indubbiamente modernissimi per l'epoca (fine XIX secolo), oggi potrebbero quasi sembrare strumenti di tortura. C'è anche un'interessante sedia a rotelle con ruote di ferro e, naturalmente, accanto a ogni strumento c'è una descrizione precisa del suo utilizzo.

 

 


L'ultima sezione della stanza è dedicata alla salute mentale. Uno schermo proietta scene di un documentario su uno dei manicomi più famigerati della città, Le Ville Sbertoli, ricordandoci le vecchie e terrificanti leggi che imponevano la coercizione sull'assistenza psichiatrica – leggi che portarono all'emarginazione, alla ghettizzazione e alla stigmatizzazione dei malati. In fondo, c'è anche un vecchio apparecchio per l'elettroshock; è spaventoso anche solo guardarlo. Dopo aver lasciato questa stanza, entriamo in un piccolo corridoio con una "bambola" piuttosto inquietante che, nonostante il suo aspetto inquietante, veniva usata per addestrare le aspiranti ostetriche. Quindi, nonostante la sua natura inquietante, era certamente utile. Infine, raggiungiamo l'ultima stanza, che non ha molto a che fare con l'ospedale in sé. Erano gli antichi ambulatori dei medici, dove sono ancora conservati dipinti di valore, oggetti personali, vecchi libri di medicina e una serie di urne. Qui è possibile leggere le biografie dei medici dell'ospedale e un testo medico in latino. La visita a questo museo richiede circa due ore. Personalmente, è uno dei più interessanti che abbia mai visitato. Gli strumenti antichi sono davvero affascinanti, pur avendo un'atmosfera leggermente macabra, e il museo è ben strutturato, il che rende l'intera visita interessante!

 

 

 

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