Il lago di Carezza e il labirinto del Latemar

Le immagini più recenti sono terribili. Il 30 ottobre del 2018, delle raffiche di vento fino a 120 chilometri all’ora hanno abbattuto migliaia di abeti ai piedi del Catinaccio e del Latemar, fino alle rive del lago di Carezza. Le immagini sui giornali, in televisione e sul web hanno mostrato al mondo un paesaggio profondamente cambiato. Affinché la foresta torni quella di prima ci vorranno decenni.


Il tornado del 2018, però, non è il primo cataclisma a colpire la zona.


Alla fine del Settecento, la grande frana del Latemar, staccata dalle pareti dello Schenon, ha cancellato centinaia di ettari di foresta, e ha colmato il Lago di Sopra, posto a circa 1800 metri di quota.


Ma la vita negli anni è tornata anche qui. Gli abeti hanno ripreso a crescere, e alla fine dell’Ottocento tra i massi della frana è stato tracciato un suggestivo sentiero, dotato di segnavia, ometti di pietre e gradini. Anche oggi, il Labirinto del Latemar offre una piacevolepasseggiata a chi traversa il passo di Costalunga.


Più in basso, a 1519 metri di quota, il lago di Carezza conserva da secoli il suo straordinario fascino. Alla sommità della val d’Ega, a sei chilometri da Nova Levante (Welschnofen), veniva indicatto in lingua ladina come lec de Ergobando, o de Arcoboàn, il lago dell’Arcobaleno.


Più prosaicamente, secondo le guide, il suo nome deriva da quello ladino delle Caricaceae, piante dalle foglie larghe e lobate che abbondano sulle sue rive.


Una leggenda racconta che nel lago viveva una sirenetta. Il mago Masarè se ne innamorò, e la strega Leuwarda gli suggerì, per conquistarla, di travestirsi da venditore di gioielli, per disegnare un arcobaleno dal Catinaccio al Latemar.


Il mago arrivò con i gioielli, fece splendere l’arcobaleno ma dimenticò di travestirsi. La sirenetta lo vide, si tuffò nel lago e non si fece più vedere. Il mago, infuriato, buttò nel lago i gioielli. Per questo motivo i colori dell’arcobaleno oggi si vedono nell’acqua.


Il lago di Carezza, privo di immissari, è alimentato da sorgenti sotterranee. La sua estensione e la sua profondità variano a seconda della stagione e delle condizioni meteo. In primavera, al termine dello scioglimento delle nevi, raggiunge una profondità di 22 metri, una lunghezza di 287 e una larghezza di 137. Alla fine dell’estate, la profondità scende a meno di 10 metri. D’inverno la superficie del lago gela.


Da qualche anno, per controllare l’impatto dei turisti, accanto al lago sono stati realizzati un posteggio interrato e un centro visite, ed è stato vietato di raggiungere la riva. È invece possibile compiere il periplo del bacino, per un sentiero che richiede venti minuti di cammino. Dal belvedere a poca distanza dal posteggio, il lago appare con lo sfondo del Latemar. Dalla riva opposta, invece, si vede sullo sfondo il Catinaccio.


Il sentiero del Labirinto del Latemar, indicato da segnavia e cartelli, inizia dal passo di Costalunga (Karerpass in tedesco). Si segue la stradina che aggira l’hotel Antermont, passa accanto a un maneggio e si inoltra sui prati. Si lascia a sinistra il viottolo che sale alle vette del Latemar, si traversa una pista da sci e si sale in un bel bosco di abeti fino ai prati del Latemar.


Oltre un selvaggio vallone si traversa una spianata acquitrinosa, e poi si raggiungono i massi del Labirinto. Si prosegue tra larici e abeti in vista del versante settentrionale del Latemar, si sale superando un arco naturale e si zigzaga tra massi colossali, in salita e poi in discesa, fino alla radura di Mitterleger, a 1839 metri di quota. Si torna indietro per un percorso più comodo, costeggiando alla base il Labirinto.


L’anello richiede tre ore di cammino.


Anche l’hotel Carezza, tra il lago omonimo e il passo di Costalunga, ha una storia interessante. Fondato da Theodor Christomannos, un imprenditore viennese di origine greca, ha accolto turisti dalla fine dell’Ottocento, ed è stato distrutto da un incendio. Nel 1908, accanto al lago e all’hotel, è stata tracciata la Grande Strada delle Dolomiti, che collega Bolzano a Cortina d’Ampezzo

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