Il castello di Salorno

Una spettacolare fortezza sorveglia il confine meridionale dell’Alto Adige. Tra il centro di Salorno e la “chiusa”, il punto più stretto della valle dell’Adige che segna da secoli il confine tra il Trentino di lingua italiana e il Sudtirolo dove si parla soprattutto tedesco, i resti di un castello addossato alla montagna si affacciano sull’autostrada del Brennero, sulla vecchia statale, sulla ferrovia che congiunge Trento a Bolzano.


Il castello di Salorno (Haderburg in tedesco) è stato costruito dai conti di Salorno all’inizio del secolo XIII. A ricordarlo per la prima volta è un documento del 1222. Più tardi la fortezza passò al conte Mainardo di Tirolo, e venne espugnata nel 1349. Poi appartenne alla casata dei Botsch, e poi ancora nel 1497 ai von Völs, signori di Fiè allo Sciliar.


Nel 1514 l’imperatore Massimiliano d’Asburgo ordinò che la costruzione fosse adattata alle esigenze imposte dalle artiglierie, con la costruzione di bastioni arrotondati. La mancanza di spazio per costruire nuove strutture in muratura, e il consolidamento dell’impero di Austria-Ungheria che ridusse il suo ruolo strategico, fecero sì che lo Haderburg venisse abbandonato nella seconda metà del Cinquecento.


Nei successivi secoli il castello ha cambiato proprietario più volte (nel 1577 è passato a Philippine Welser, nel 1648 alla famiglia veneta dei conti Zenobio) ma ha conosciuto un inarrestabile degrado, interrotto da lavori di consolidamento per proteggere dalle frane la strada e Salorno.
Il restauro della fortezza è iniziato alla fine degli anni Novanta e si è concluso nel 2003. Voluto dall’attuale proprietario, il barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi, il recupero è stato realizzato con il contributo della provincia e della fondazione Cassa di risparmio di Bolzano.


Gli interventi hanno incluso la costruzione di una strada forestale, battezzata “sentiero delle Visioni” a causa dei panorami verso l’Adige, l’abitato e il castello, e il consolidamento del castello e delle fortificazioni che lo proteggono a monte. Un nuovo sistema di scale, passaggi e ringhiere consente la visita dello Haderburg in sicurezza.


Aperto alle visite il venerdì, il sabato e la domenica da aprile a ottobre, il castello è diventato una delle mete più apprezzate della Bassa Atesina. Nella struttura, che può ospitare istoro.


Come logo del rinnovato Haderburg è stato scelto uno scudo stretto da due archi, un simbolo di origine etrusca. La posizione su uno spuntone a poca distanza da una parete rocciosa, rivestita da fitta vegetazione, rende difficile distinguere il castello dall’autostrada, dal paese e dalla pianura dove scorre l’Adige.


Dal posteggio, invece, il mastio si staglia contro il cielo, e offre un’immagine di grande leganza. Il sole che raggiunge il castello solo nel pomeriggio avanzato (e mai nei mesi più freddi dell’inverno) rende il luogo ancora più impressionante e severo.


Poche centinaia di metri sull’asfalto portano al sentiero delle Visioni, che s’inerpica a tornanti in direzione del castello. Accompagnano in questo tratto sculture realizzate dagli studenti delle scuole di Salorno e dei centri vicini. Dalla base della rupe, dove i visitatori meno giovani possono arrivare con una navetta, poche decine di metri su un sentiero portano allo Haderburg.


Una discesa porta al cortile maggiore, affiancato dagli alloggiamenti delle truppe, dove sono i tavoli e il punto di ristoro. Una impressionante scala metallica porta ai bastioni superiori e al mastio, al quale si accede per un’altra scalinata.


I pavimenti e le scale dell’edificio principale sono crollati. Dei cartelli permettono di distinguere gli ambienti, tra i quali spiccano alcuni magazzini e un forno. Oltre i merli a coda di rondine si ammira un magnifico panorama sulla valle dell’Adige. Lo Haderburg e i pendii che lo circondano fanno parte del parco naturale di monte Corno.

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