Trodena e il parco del monte Corno.

Le alture che separano la valle dell’Adige dalla bassa valle di Fiemme segnano il confine del mondo dolomitico, e offrono dei paesaggi sorprendenti. Il monte Corno, che culmina a 1817 metri di quota ed è protetto da un parco della provincia di Bolzano, è rivestito tra il passo di San Lugano e la cima da boschi di conifere.


A sud si affaccia sulla Bassa Atesina il “Giardino del Sudtirolo”, con pareti calcaree che creano un microclima mediterraneo. Ai suoi piedi, intorno a Egna e Ora, sono rinomati vigneti.


Non c’è da stupirsi, insomma, se l’interesse del parco naturale di monte Corno è prima di tutto botanico. In alto l’area protetta è rivestita da fitti boschi di abete, che lasciano in basso il posto al pino silvestre, all’abete bianco, al faggio e infine a un bosco ceduo con roverella, carpino nero e orniello. Intorno alla torbiera della Palù Longa crescono piante carnivore come la drosera e la pinguicola.


L’altitudine, il clima, l’acqua, il suolo e l’esposizione determinano anche la presenza e la distribuzione della fauna. Il ramarro è il gioiello faunistico della zona a vegetazione mediterranea. Nella stessa zona, nelle giornate più calde, si ascolta frinire la cicala. Nei cespugli vive la mantide religiosa.


Le pinete offrono un ambiente favorevole a mammiferi e uccelli. Il topo selvatico e il tasso trovano nel terreno roccioso e arido condizioni favorevoli per costruire le loro tane. La formica rufa si è evoluta nelle pinete in una forma tipica.


Le forre umide, dove crescono il faggio, il tasso, il carpino nero e l’acero, sono predilette dal capriolo e dal cervo. Nei boschi costruiscono il nido le cince, i picchi muratori e varie specie di rapaci notturni.


Sui prati del crinale vivono uccelli e mammiferi che prediligono vecchi alberi con cortecce screpolate, e cumuli di pietra ideali per nidificare e nascondersi. In questo ambiente si possono incontrare il corvo imperiale e la lepre variabile.


Anche l’uomo ha lasciato tracce importanti nella zona. Per presidiare la valle dell’Adige e la millenaria strada che collega la Pianura Padana al Brennero sono stati costruiti i fortilizi di Salorno (lo Haderburg) e di Castel d’Enna (Schloss Enn) e Castelfeder. Qui, dal Medioevo, l’etnia tedesca e quella italiana sono riuscite a convivere senza problemi.


Testimoniano della prosperità di queste zone agricole (soprattutto vino e mele) interessate dal commercio e dallo sfruttamento dei boschi anche i centri storici di Ora (Auer), Egna (Neumarkt), Montagna (Montan) e Salorno (Salurn). Il piccolo centro di Anterivo (Altrei), da secoli, è un’enclave di lingua tedesca protesa verso le valli di Fiemme e di Cembra.


La base migliore per visitare il parco è senz’altro Trodena (Truden), che si raggiunge dalla strada che sale da Ora ed Egna verso il passo di San Lugano e Cavalese. Nella parrocchiale gotica (sorta nel secolo XII, ma rimaneggiata più volte) spicca la statua lignea della Madonna della Misericordia. Nel centro visitatori del parco è stato ricostruito un mulino ad acqua.


Da Trodena, 1127 metri, si può salire a piedi verso ovest, nel bosco, in direzione del passo Cisa (Ziss Sattel in tedesco) e della Krabesalm (o Malghette), ottima meta per una passeggiata in famiglia. Una breve discesa in direzione di Annerivo porta agli acquitrini della Palù Longa(Langmoos), dov’è facile avvistare i caprioli.


L’itinerario più vario inizia dal centro visitatori, esce a mezza costa dal paese e continua per una stradina in parte selciata e in parte sterrata, che sale con bella vista su Trodena e il monte Corno, toccando una calcara restaurata.


Dove la pendenza diminuisce si segue a sinistra un sentiero nel bosco. Dei saliscendi tra querce, faggi e conifere, un tratto esposto protetto da una staccionata, poi una discesa e una risalita portano a un prato che si risale fino a ritrovare la sterrata.


Seguendola a sinistra si raggiungono i 1250 metri della malga Cislon (Cisloner Alm), circondata da magnifici prati e belvedere verso la valle dell’Adige e le Dolomiti di Brenta. Occorrono tre quarti d’ora di cammino, e chi vuole fermarsi può assaggiare i prodotti della malga.


Chi cerca una passeggiata più lunga può ripartire sulla strada, affacciata sulla valle dell’Adige. Si lascia a sinistra una diramazione, si sale a mezza costa e si raggiunge un tornante affacciato sulla strada che sale da Ora a San Lugano. Qui si imbocca un sentiero che sale verso destra a tornanti, e si affaccia dall’alto sulla Hohe Wand, la parete con la quale il monte Corno si affaccia sulla Bassa Atesina.


Il percorso, sempre facile, diventa per un tratto un po’ aereo. Una discesa in cui il sentiero si divide (si può passare da entrambe le parti) porta alla strada forestale di Praglasir, alla strada asfaltata e a Trodena. In questo caso, da malga Cislon, si cammina per poco più di un’ora.

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