Il santuario di Pietralba

L’Alto Adige, come il vicino Trentino, è una terra profondamente cattolica. Il santuario della Madonna di Pietralba (Wallfahrtsort Maria Weissenstein in tedesco) è il più frequentato dell’intera regione, e si affaccia sulla valle dell’Adige e Bolzano. Le architetture barocche, le opere d’arte e la raccolta di ex voto meritano una visita attenta.
Il santuario sorge in un luogo frequentato per il culto già prima dell’arrivo del cristianesimo sulle Alpi, sulle alture boscose tra Nova Ponente (Deutschnofen) e Monte San Pietro (Petersberg). Il panorama abbraccia il Corno Bianco, il Latemar e la lontana Marmolada. Tra le numerose cerimonie, la più suggestiva è la processione dell’Addolorata, a settembre.
La storia del santuario è un misto di verità e di leggenda. A fondarlo nel 1553 fu Leonardo Weissensteiner, proprietario di un maso di Pietralba, guarito grazie a un miracolo della Madonna da una malattia mentale. Come ringraziamento Leonardo costruì una cappella; nello scavo trovò una statuetta della Pietà e la collocò all’interno. Da allora a questa immagine furono attribuite migliaia di grazie.
La fama di Pietralba si sparse in fretta. Nel 1561 venne costruita una seconda cappella, nel 1673 la chiesa fu consacrata dal vescovo Sigismondo Alfonso di Thun. Dal 1718 il santuario è affidato ai frati dell’ordine dei Servi di Maria che vi affiancarono il monastero. Poi l’aspetto barocco del complesso fu rafforzato dagli architetti Johann Martin Gump, Agostino Maria Abfalterer e Giuseppe Dellai.
La basilica in stile barocco, completata nel 1654, racchiude la cappella della Pietà. L’altar maggiore ha sei colonne adornate da motivi floreali. Il tabernacolo che custodisce la Pietà risale al 1894. Di pregio gli affreschi di Adam Mölk e di Mattia Pussjäger.
Nel 1787 l’imperatore Giuseppe II fece chiudere santuario e convento. I beni furono confiscati e messi all’asta, compresa la statuetta della Pietà. I campanili furono abbattuti, e furono dispersi gli ex voto. Chiesa e convento furono risparmiati grazie alla sensibilità delcompratore, Johann Gugler di Bolzano. Nel 1885 il santuario fu riaperto al culto. Vennero nuovamente raccolti gli ex voto, oggi più di quattromila, ed esposti all’ingresso.
Le alture intorno a Pietralba, percorse da sentieri, viottoli e strade forestali, permettono escursioni a piedi o in mountain bike, facilitate da un’ottima segnaletica. È possibile arrivare a piedi al santuario anche partendo dal passo di Lavazé o da Aldino (Aldein). D’inverno la zona offre piacevoli escursioni con le ciaspole.
La camminata più interessante inizia dai 1357 metri di Nova Ponente (Deutschnofen). Si imbocca la strada per Aldino, poi si piega a sinistra per via Daum, che sale tra le case ed è indicata da segnavia biancorossi e dai cartelli di un itinerario ciclabile.
A un bivio si va a destra per via Laab seguendo i segnavia 2, 6 e 8. Si lasciano a destra le case di Lihn, si toccano quelle di Kehr, si traversa un vallone, e si sale per una bella strada sterrata nel bosco, tra le pendici del monte di Pietralba (a destra) e del Laaberg.
A un incrocio si piega a destra, su una carrareccia e poi su un sentiero. Una salita più netta, nel bosco di abeti porta a dei bellissimi prati, e poi ai 1520 metri del santuario, belvedere verso le Dolomiti, il Corno Bianco e il Corno Nero, e le montagne a ovest della valle dell’Adige e di Bolzano.
Si riparte dallo slargo davanti alla chiesa per un viottolo (segnavia 5 e 9) che si alza nel bosco, incrocia una strada sterrata e la segue (segnavia S) fino agli edifici della Schönstalm. Un tratto in piano a mezza costa, nel bosco, porta ai 1680 metri del rifugio-albergo Schmiederalm, che offre un altro splendido panorama in tutte le direzioni. L’intero anello richiede dalle tre alle quattro ore di cammino.
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