Guida alle Dolomiti: Castel Presule una delle fortezze più belle dell’Alto Adige.

Una delle fortezze più belle dell’Alto Adige sorge a mille metri di quota, su un terrazzo di pascoli dominato dalle pareti dello Sciliar, a metà strada tra Fiè e l’imbocco della valle di Tires.
Citato per la prima volta nel 1279 con il nome latino di Castrum Presile, l’imponente castello di Presule (Prösels in tedesco) è sorto intorno al 1200 per volere dei signori di Völs (Fiè allo Sciliar). Nel sito, all’inizio del Medioevo, sorgeva una chiesa dedicata a san Valentino.
La posizione in vista della valle dell’Isarco permetteva ai signori di Völs di controllare le vie di accesso a Fiè, all’altopiano dello Sciliar e a Tires.
Alla fine del Duecento s’impadronì del castello il conte Mainardo II di Görz-Tirolo, che tolse ai vescovi di Bressanone e di Trento anche altri castelli della valle dell’Isarco. Castel Presule restò a lungo dei signori di Völs, per poi passare ai signori di Villandro, a quelli di Gufidaun e agli Zwingenstein. Nel 1450 tornò ai primi proprietari, che lo tennero fino al 1804.
Il periodo più importante nella storia di Castel Presule è l’inizio del Cinquecento, quando Leonardo di Völs (1458-1530), uno dei personaggi più importanti della storia dell’Alto Adige, decise di trasformare la fortezza in una elegante residenza.
Dopo essere stato esattore della miniera di sale di Hall, in Tirolo, e aver combattuto nelle guerre contro l’Engadina e Venezia, Leonardo, amico dell’imperatore Massimiliano, divenne capitano dell’Alto Adige e del Burgraviato del Tirolo. Lo aiutarono nell’ascesa i tre successivi matrimoni con donne di alto lignaggio come Regina Thun, Katharina Firmian e Ursula Montfort.
Leonardo ricondusse le origini della sua famiglia ai principi Colonna di Roma, e aggiunse al suo stemma una colonna d’argento. In quell’epoca si presentava e si firmava come Leonardo Colonna, barone di Fiè. Un’iscrizione sopra al portale d’ingresso ricorda che i lavori voluti da Leonardo si conclusero nel 1517.
All’esterno della vecchia struttura fu eretto un nuovo muro di cinta merlato. Risale a quell’epoca la torre che protegge la porta di accesso, difesa da feritoie e caditoie e decorata da un affresco, oggi scomparso, che raffigurava Ettore e Anteo. Leonardo fece allargare e abbellire il palazzo al centro del castello. Al pianterreno fu costruita la sala dei Pilastri, dotata di un soffitto a volta sostenuto da quattro pilastri di pietra arenaria di forma ottagonale e decorato da affreschi.
Al secondo piano fu aggiunto un bovindo (erker) quadrato, e gli stipiti delle porte furono rifatti in arenaria. Dalla loggia del lato meridionale del palazzo, una scala a chiocciola conduce ai piani superiori. Le colonne di pietra traforate che la decorano ne fanno una delle strutture più eleganti del periodo tardogotico in Alto Adige.
Nella stessa epoca fu costruita la cappella di Sant’Anna, decorata da maschere in pietra e da affreschi tornati alla luce di recente. In uno di questi appare Leonardo di Völs. Nel 1569 Kaspar II di Fiè, nipote di Leonardo, fece erigere un nuovo edificio.
Nel Seicento il castello fu danneggiato da un incendio. Dopo la morte di Felix di Völs (1804) venne abbandonato e saccheggiato. Nel 1828 dei documenti dell’archivio del castello furono trovati nella bottega di un calzolaio, che usava la pergamena per imbottire le scarpe. Una delle torri crollò.
Solo nel 1860, dopo l’acquisto da parte di Franz Anton von Kofler, un commerciante di Bolzano, le strutture furono in parte consolidate.
Dopo il 1878 il nuovo proprietario, il cavaliere bavarese Carl Mayer di Mayefels, fece restaurare l’edificio.
Oggi il castello può essere visitato tra la primavera e l’autunno, e ospita pranzi e manifestazioni private, oltre a numerose mostre temporanee. Nella visita, dopo la chiesa, al cortile e agli ambienti privi di mobilio, si vede la sala dei Pilastri, dove è esposta dal 1992 la collezione di armi e armature di Franz Anton von Kofler.
La raccolta contiene soprattutto materiale del XIX secolo, proveniente dalle battaglie di Solferino e Custoza. Non mancano però i pezzi che risalgono ai tempi di Leonardo di Völs e del massimo splendore di Castel Presule.
Il castello può essere raggiunto in auto, in bus, o con passeggiate di varia lunghezza. Il sentiero indicato dai segnavia 6 collega la collina di Prösels a Fiè e richiede un’ora e mezza di cammino. Il sentiero dei Masi, che inizia dal posteggio del castello, si dirige verso la valle di Tires toccando vari agriturismi.
Aperto da maggio a fine ottobre e saltuariamente d’inverno, visita a pagamento. Castel Presule 0471.601062, www.schloss-proesels.it, associazione turistica Fiè allo Sciliar 0471.725047, www.voels.it
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