Escursionismo in Liguria: Cima Bertrand e Cima Missun.

la nudaliguria map
La partenza è dall’area picnic presso il ponte della provinciale sul Rio Giairetto (1585), al confine tra le province di Cuneo e di Imperia.

E’ raggiungibile in auto sia da Upega (3,5 km) sia da Monesi attraverso la Colletta delle Salse (1623).

Qui inizia una pista forestale che risale lo splendido bosco di larici delle Navette (un buon sentiero permette di tagliare alcuni tornanti). A quota 1900 mt circa si incontra la rotabile sterrata ex-militare di mezzacosta Monesi–Colle di Tenda.
La si percorre in direzione nord (destra) per poche centinaia di metri fino al punto in cui interseca un evidente costone. Si abbandona la strada e si sale a sinistra lungo una traccia (non segnata) che segue il filo di questa dorsale a cavallo tra i valloni del Rio Giairetto (a sud) e del Rio Corvo (a nord).

Con percorso agevole si guadagna il crinale di spartiacque Roia-Tanaro (linea di confine con la Francia) poco a sud della Colla Rossa. Qui si inconta una buona mulattiera e la si percorre in direzione sud (tacche gialle) fin sotto la Cima Missun dove si stacca un sentierino che conduce in breve alla croce di vetta (2356).

Dalla Missun si segue a ritroso la mulattiera proseguendo poi su quest’ultima fino alla Colla Rossa (2179) ai piedi della Bertrand. Da qui parte un’esile traccia (non segnata) che risale inizialmente il filo del crinale per spostarsi successivamente sull’erto versante prativo che precipita in Valle Roia. Per ripide chine erbose e roccette si raggiunge infine la vetta della Cima Bertrand (2481).

Al ritorno si prosegue in direzione nord lungo il crinale fino a raggiungere in pochi minuti la comoda mulattiera che scende sulla destra tagliando a mezzacosta tutto il versante orientale della montagna (tacche gialle) fino alla Colla Rossa. Alla Colla si imbocca sulla sinistra un sentiero (non segnato) che scende verso est. Il sentiero passa accanto ad una malga diroccata, entra nel lariceto e sbuca sulla rotabile Monesi-Colle di Tenda al Poggio del Lagone (1897). Si svolta a destra e si segue la sterrata per 1,5 km fino all’imbocco della pista forestale che riporta all’area picnic del Giairetto.


Tempo di salita: ore 2.15 alla Cima Missun + ore 1.30 alla Cima Bertrand
Tempo totale: ore 5.45
cima bertrand_missun_giairetto
La Cima Bertrand e la Cima Missun si trovano a sud del Marguareis sul ramo della catena alpina che corre verso Ventimiglia e che entra in territorio ligure sulla vetta del Saccarello.

L'itinerario proposto si presta moltissimo in inverno per un'escursione con le ciaspole.

Da Upega (1261) si percorre la strada innevata per la Colletta delle Salse fino al ponte sul Rio Giairetto (3,5 km): in inverno infatti la provinciale 154 non viene sgomberata dalla neve nel tratto Upega-Colletta delle Salse–Le Salse. Dal ponte sul Giairetto inizia una pista forestale che risale lo splendido bosco di larici delle Navette. A quota 1900 mt circa si incontra la rotabile ex-militare di mezzacosta Monesi–Colle di Tenda.

La si percorre in direzione nord (destra) per poche centinaia di metri fino al punto in cui interseca un evidente costone. Si abbandona la strada e si sale a sinistra seguendo fedelmente il filo di questa dorsale a cavallo tra i valloni del Rio Giairetto (a sud) e del Rio Corvo (a nord). Con percorso agevole si guadagna il crinale di spartiacque Roia-Tanaro (linea di confine con la Francia) poco a sud della Colla Rossa. Una volta giunti sul crinale, lo si percorre in direzione sud tenendosi appena sotto il filo di cresta (sul versante italiano) ed in breve si perviene in vetta alla Cima Missun (2356).

Attenzione: con particolari condizioni di neve dura, negli ultimi metri di salita potrebbero rendersi necessari i ramponi.
Al ritorno, in presenza di un buono e consolidato manto nevoso, si può anche scendere direttamente verso est nel Vallone del Giairetto. Occorre in tal caso inventarsi la traccia, prima sugli aperti campi innevati sotto la cima e poi tra gli splendidi larici del vallone (qui si possono incontrare tratti di discreta pendenza anche se mai eccessiva). Al termine di questa discesa si perviene ad un bel ripiano ed in breve si sbuca sulla rotabile Monesi–Colle di Tenda proprio nel punto in cui si stacca la pista forestale che riporta al ponte sul Giairetto.


UPEGA (1291) – CIMA MISSUN (2356) – Invernale con le ciaspole
Tempo di salita: ore 3.30
Tempo totale: ore 6
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Il Bric Mindino, l’Antoroto, il Pizzo d'Ormea, il Mongioie e il Bric di Conoia, la Cima delle Saline e la Cima Pian Ballaur si trovano su una catena delle Alpi Liguri che si innalza improvvisa dalla conca di Garessio per saldarsi a Punta Marguareis con la dorsale alpina proveniente da Ventimiglia. Questa catena è ben delimitata a sud dal profondo solco della Valle Tanaro che a Garessio piega verso ovest fino alle frazioni brigasche di Carnino e di Upega.

A nord, invece, cinque dorsali parallele e perpendicolari ad essa digradano verso la pianura biforcandosi poi in altrettante dorsali separate tra loro dalle valli del Monregalese: Valle Mongia, Val Casotto, Valle Roburentello, Val Corsaglia, Val Maudagna, Valle Ellero, Valle del Lurisia e Valle Pesio. I versanti meridionali di questa catena delle Alpi sono rivolti alla Liguria e la Val Tanaro è vicina alla nostra regione per cultura e per storia tanto che liguri sono i dialetti che ancora vi si parlano.

La Rocca dell'Abisso, prima cima delle Alpi Marittime, monta la guardia alla Valle Roia. Questa bellissima valle, lungamente contesa dai Savoia e dalla Repubblica di Genova, venne assegnata al Regno di Sardegna nel 1815 ed inglobata nella Contea di Nizza. Tipicamente liguri sono i paesi di Briga e di Tenda ed italiani i cognomi delle persone che ci vivono. Il percorso in cresta dal Colle di Tenda alla Rocca dell'Abisso ricalca il vero confine etnico e geografico della nostra regione.

I monti dell'Appennino Tosco-Emiliano tra il Passo del Cirone e il nodo orografico di Cima Belfiore (sul quale convergono i bacini della Magra, del Secchia e del Serchio) sono facilmente accessibili dallo spezzino e per storia e cultura sono anch'essi vicini alla nostra regione. La Nuda, l’Alpe di Succiso e il Casarola, il Sillara, il Losanna e il Bragalata, l'Orsaro e il Marmagna sono montagne appenniniche particolarmente elevate ed arcigne, sulle quali in inverno occorre prestare la massima attenzione.
 

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