Escursionismo in Liguria: l'imponente sistema montuoso Alpe di Succiso-Casarola.

liguria mapalpe_succisoDal Passo del Cerreto (1261) si può già osservare l'imponente sistema montuoso Alpe di Succiso-Casarola dalle cui pendici meridionali nasce il fiume Secchia.

Dietro al bar-ristorante del valico si segue il sentiero 00-G.E.A. che conduce pianeggiante al Passo dell'Ospedalaccio (1271) dove è presente un cippo di confine dell'epoca napoleonica.

In corrispondenza del cippo si imbocca a sinistra il sentiero che esce allo scoperto sulle praterie alle pendici del Monte Alto.

Dopo pochi minuti di salita il sentiero (segnavia 671-G.E.A.) abbandona il ripido crinale di spartiacque e svolta deciso a destra: con un percorso a mezzacosta rientra nel bosco e raggiunge lo splendido anfiteatro glaciale alle sorgenti del fiume Secchia (1536).

Da qui il sentiero sale a tornanti fino al Passo di Pietratagliata (1750), angusto intaglio sulla cresta tra il Monte Alto e l'Alpe di Succiso. Al passo si svolta a destra (segnavia 671) e, dopo aver superato un breve tratto un po' esposto (in alternativa si può percorrere la cresta rocciosa attrezzata con un cavo metallico ed una staffa - difficoltà EE), si sale lungo il crinale fino in vetta all'Alpe di Succiso (2017).

Al ritorno si prosegue sul crinale in direzione est (segnavia 667) fino alla Sella del Casarola (1945), crocevia di itinerari. Da qui si sale in breve al vicino Monte Casarola (1979).

Dopo essere ritornati alla sella si imbocca il sentiero 675 che scende lungo i ripidi pendii prativi fino ad arrivare alle sorgenti del Secchia dove ci si ricongiunge con il sentiero 671-G.E.A. percorso all'andata.
PASSO DEL CERRETO (1261) - ALPE DI SUCCISO (2017) - M. CASAROLA (1979)
Tempo di salita: ore 3 all'Alpe di Succiso + ore 0.30 al Monte Casarola
Tempo totale: ore 5.45
Segnavia: G.E.A dal Passo del Cerreto al Passo di Pietratagliata; 671 dal Passo di Pietratagliata all'Alpe di Succiso; 667 dall'Alpe di Succiso al Monte Casarola; 675 dalla Sella del Casarola alle Sorgenti del Secchia; G.E.A. dalle Sorgenti del Secchia al Passo del Cerreto
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Il Bric Mindino, l’Antoroto, il Pizzo d'Ormea, il Mongioie e il Bric di Conoia, la Cima delle Saline e la Cima Pian Ballaur si trovano su una catena delle Alpi Liguri che si innalza improvvisa dalla conca di Garessio per saldarsi a Punta Marguareis con la dorsale alpina proveniente da Ventimiglia. Questa catena è ben delimitata a sud dal profondo solco della Valle Tanaro che a Garessio piega verso ovest fino alle frazioni brigasche di Carnino e di Upega. A nord, invece, cinque dorsali parallele e perpendicolari ad essa digradano verso la pianura biforcandosi poi in altrettante dorsali separate tra loro dalle valli del Monregalese: Valle Mongia, Val Casotto, Valle Roburentello, Val Corsaglia, Val Maudagna, Valle Ellero, Valle del Lurisia e Valle Pesio. I versanti meridionali di questa catena delle Alpi sono rivolti alla Liguria e la Val Tanaro è vicina alla nostra regione per cultura e per storia tanto che liguri sono i dialetti che ancora vi si parlano. La Cima Bertrand e la Cima Missun si trovano a sud del Marguareis sul ramo della catena alpina che corre verso Ventimiglia e che entra in territorio ligure sulla vetta del Saccarello.

La Rocca dell'Abisso, prima cima delle Alpi Marittime, monta la guardia alla Valle Roia. Questa bellissima valle, lungamente contesa dai Savoia e dalla Repubblica di Genova, venne assegnata al Regno di Sardegna nel 1815 ed inglobata nella Contea di Nizza. Tipicamente liguri sono i paesi di Briga e di Tenda ed italiani i cognomi delle persone che ci vivono. Il percorso in cresta dal Colle di Tenda alla Rocca dell'Abisso ricalca il vero confine etnico e geografico della nostra regione.

I monti dell'Appennino Tosco-Emiliano tra il Passo del Cirone e il nodo orografico di Cima Belfiore (sul quale convergono i bacini della Magra, del Secchia e del Serchio) sono facilmente accessibili dallo spezzino e per storia e cultura sono anch'essi vicini alla nostra regione. La Nuda, l’Alpe di Succiso e il Casarola, il Sillara, il Losanna e il Bragalata, l'Orsaro e il Marmagna sono montagne appenniniche particolarmente elevate ed arcigne, sulle quali in inverno occorre prestare la massima attenzione. 
 













 
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