Guida delle Dolomiti: L’abbazia di Novacella
![]()
Pochi chilometri a nord di Bressanone, tra vigneti dai quali si ricavano dei rinomati vini bianchi, sorge uno degli edifici religiosi più importanti delle Alpi. L’abbazia di Novacella (Kloster Neustift in tedesco), oggi formata da eleganti edifici romanici, gotici, rinascimentali e barocchi, è stata fondata nel 1142 dal principe-vescovo di Bressanone, il beato Arimanno (Hartmann) con l’aiuto di Reginberto, burgravio di Sabiona, e di sua moglie Cristina.
Nel Medioevo, e fino al Settecento, il complesso è stato ricostruito e ampliato varie volte. Nel 1807 l’abbazia fu soppressa. Con la riunificazione del Tirolo all’Austria l’abbazia fu reinvestita dei suoi diritti e dei suoi beni grazie a un editto dell’imperatore Francesco I. Oggi è gestita dai canonici di Sant’Agostino, ed è un importante centro spirituale e culturale.
L’ordine agostiniano ha iniziato la sua attività alla Novacella nel Duecento. I suoi compiti più importanti erano la celebrazione delle festività liturgiche, la preghiera corale e l’attività parrocchiale. Oggi l’abbazia è sede di un collegio con scuola media, frequentato da studenti di tutta la provincia di Bolzano.
La vocazione educativa degli agostiniani si rivolge anche agli adulti, come dimostra la presenza di un centro convegni. Funzionano anche il Centro per la pastorale del turismo e per l’apostolato biblico, e il Centro ecologico. Nella biblioteca, che occupa due piani dell’abbazia, sono conservati circa 65.000 volumi a stampa, e centinaia di manoscritti.
Ancora oggi la Novacella mostra l’impianto originario del XII secolo, e conserva tratti delle mura medievali. Edifici di diverse epoche e stili (romanico, gotico, barocco e rococò) coesistono l’uno accanto all’altro.
All’ingresso sono resti di fortificazioni, tra i quali spicca la quattrocentesca torre dei Turchi.
Poco oltre, sulla destra, è il Castello degli Angeli (Engelsburg), parte di un ospizio per pellegrini eretto nel 1199 da Corrado di Rodank, che alla fine del Quattrocento è stato coronato da merli e trasformato in un baluardo difensivo. Ospizi come questo erano numerosi sugli itinerari dei pellegrinaggi, e ricordavano nello stile sia gli edifici di Roma antica, sia il Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Lasciata a sinistra la cantina, dove si possono degustare e acquistare il Sylvaner e gli altri vini prodotti dai religiosi, si entra nel cortile dell’abbazia. Qui il singolare pozzo delle Meraviglie, del 1508, si apre all’interno di un’edicola ottagonale del 1670, decorata da affreschi che raffigurano le sette meraviglie dell’antichità e l’abbazia di Novacella.
Una seconda volta conduce all’ingresso della grande chiesa, dedicata alla Madonna. Di origine medievale, è stata rifatta in forme barocche tra il 1735 e il 1773 su progetto di Giuseppe Delai e Filippo Apeller.
Ricorda l’originario edificio romanico la torre campanaria, alleggerita da bifore, costruita tra i secoli XII e XIII. L’interno, al quale si accede traversando un atrio, è a tre navate e decorato da stucchi, marmi e affreschi.
All’altar maggiore è una pala di Josef Ignaz Mildorfer, un artista di Innsbruck. Quelle degli altari secondari sono opera di Johann Mitterwurzer, di Bressanone, e dei fiemmesi Francesco e Cristoforo Unterperger. Di quest’ultimo è la tela che raffigura Il beato Arimanno e Reginaldo di Sabiona, sull’altare a sinistra del maggiore.
La cappella barocca della Madonna delle Grazie, eretta nel 1695 su progetto di Delai, merita attenzione per gli stucchi, la gotica statua della Madonna col Bambino e gli affreschi della cupola, opera del tirolese Kaspar Waldmann.
Dal cortile principale o dalla chiesa si entra nel chiostro sorto nel 1142, e trasformato più tardi in forme gotiche. Lo decorano affreschi trecenteschi, molto deperiti, raffiguranti parabole e scene bibliche. Tra i loro autori sono artisti altoatesini come Federico Pacher e Giovanni da Brunico.
I meglio conservati sono quelli delle Storie della vita di santa Barbara, della fine del Trecento. Sulle pareti sono murate le lapidi tombali di prelati e altri personaggi. Notevoli quella gotica di Osvaldo
di Sabiona (1465) e quella rinascimentale di Guglielmo di Wolkenstein.
Con le visite guidate si scoprono la prelatura e la biblioteca, che occupa un’ala dell’edificio costruita tra il 1773 e il 1780 da Antonio Giuseppe Sartori. Di grande fascino i codici miniati, gli incunaboli, gli arredi sacri e i dipinti realizzati da artisti di scuola altoatesina come Federico Pacher, Leonardo di Bressanone e Andrea Haller.
Aperto tutto l’anno (a gennaio, febbraio e marzo visite solo su prenotazione). Abbazia di
Novacella 0472.836189.
Trovato questo articolo interessante? Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook, Linkedin, Instagram o Pinterest. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie! CONDIVIDI SU!
Nessun commento:
Posta un commento