La storia della Val Bormida trova significative testimonianze a partire dal Medioevo.

La Val Bormida si estende dall'appennino ligure, nell'entroterra di Savona e si protende sino al Basso Piemonte, dove il fiume Bormida confluisce nel Tanaro.

Il fiume Bormida in realtà è diviso in due tronconi, la Bormida di Millesimo e la Bormida di Spigno (a sua volta divisa in quella di Mallare e in quella di Pallare). I due tronconi si uniscono nel comune di Bistagno (AL) ed in seguito confluiscono nel fiume Tanaro, che a sua volta termina la sua corsa nel Po.

Il centro più importante della valle Bormida è il comune di Cairo Montenotte, che è anche quello più esteso della provincia di Savona. Altri importanti paesi della valle sono Carcare, Altare, Mallare, Cengio, Bardineto, Calizzano, Murialdo, Plodio, Cosseria, Millesimo, Cartosio, Melazzo, Bistagno, Spigno Monferrato, Roccaverano, Bubbio e Monastero Bormida.

La storia della val Bormida trova significative testimonianze a partire dal Medioevo. Questo periodo ha lasciato sul territorio diverse tracce architettoniche di prestigio, di cui solo alcune ci sono giunte intatte.

In val Bormida sono sorte nel secondo dopoguerra numerose industrie, che, in massima parte negli ultimi anni, hanno lasciato posto ad un tessuto produttivo fondato prevalentemente sulla piccola industria e sull'artigianato. L'insediamento a Cengio dell'ACNA, ora dismessa, ne ha determinato l'inserimento fra i siti di interesse nazionale ad elevato rischio ambientale.

L'alta Val Bormida è coperta per la maggior parte da formazioni boschive, composte nella quasi totalità da latifoglie che furono spesso "coltivate" o comunque favorite dall'uomo a scopi alimentari o per il legname. I boschi più importanti sotto questo punto di vista sono senz'altro i castagneti, presenti soprattutto nelle fasce medio-basse dei versanti. A quote più elevate essi vengono gradualmente sostituiti da boschi misti formati da carpini bianchi, roveri, aceri, noccioli, pioppi bianchi, sorbi, ciliegi selvatici, faggi, pini silvestri. Salendo a maggiori altitudini, il faggio tende a diventare la specie dominante e a costituire boschi puri.

Anche le faggete sono state utilizzate dalI'uomo, specialmente per la produzione di legname, cosicché la maggior parte di questi boschi in Val Bormida è formata da cedui, tagliati periodicamente. Talvolta però si trovano faggete che, per motivi storici e culturali, non vengono ceduate da molti anni e sono quindi formate da alberi imponenti, alcuni dei quali raggiungono dimensioni notevoli.

Le faggete più belle sono sicuramente quelle del Colle del Melogno e la Foresta della Barbottina, proprietà del Demanio Forestale e perciò tutelate. Si trovano alla testata della Val Bormida e sono attraversate dall'Alta Via dei Monti Liguri, lungo una delle tappe più piacevoli e impegnative. Numerose iniziative sono state intraprese per la difesa della natura della valle e in particolare del patrimonio boschivo, soprattutto ad opera del Comitato per la salvaguardia dell'ambiente naturale della Valle Bormida. E stato fatto, ad esempio, un censimento degli alberi monumentali con circonferenza a petto d'uomo superiore ai due metri: querce, castagni, olmi e pioppi bianchi.

Da visitare.

Nell’entroterra della Provincia di Savona, il centro abitato del Comune montano di Pallare, si sviluppa nella vallata attraversata dal ramo principale del fiume Bormida di Spigno, circondato da dorsali verdi e boscose, che invitano ad amene escursioni a piedi, a cavallo o in mountain –bike, ed offrono il ristoro di fresche e salutari acque sorgive.

L’attuale territorio Comunale Pallarese deriva dalla fusione dal 1929, con quello del’ex Comune di Biestro, diventatone oggi la principale frazione e metà turistica molto apprezzata dai villeggianti stagionali, che nei periodi delle ferie e in quello estivo, ne fanno quasi triplicare la popolazione, apprezzandone la quiete, l’aria pura, e la buona cucina.

Al turista, Biestro offre belle panoramiche sulle vallate vicine, un piccolo e pescoso laghetto, tanti itinerari naturalistici, ed alcuni interessanti monumenti storici e architettonici quali Cà di Gamba, la Chiesa parrocchiale di Santa Margherita, e il trecentesco Oratorio della Annunziata .

Agli appassionati dello Sport, Pallare offre, nella zona degli impianti sportivi, una stupenda area attrezzata, dove trovano sede, il campo da calcio con relativi spogliatoi, un campo da tennis, un ampio parcheggio, e un moderno Palazzetto dello Sport, utilizzato sia per le manifestazioni sportive, sia per quelle tradizionali, cioè in occasione delle feste e sagre paesane, quali il 25 aprile, festa patronale di San Marco, quando ospita i banchi del Mercatino dell’antiquariato, e le macchine e i moto d’epoca dell’annuale raduno, garantendone lo svolgimento, anche in caso di maltempo.

Ottima è la viabilità interna, infatti, oltre alla Strada. Provinciale n. 15, Carcare-Bormida-Colle del Melogno, che rappresenta l’arteria principale, molte altre strade comunali e stradine minori, permettono di raggiungere tutti i paesi confinanti, (Bormida-Osiglia-Plodio Mallare) con stupendi percorsi, in alcuni casi sterrati, immersi nel verde dei boschi.

La popolazione è di circa 950 abitanti, di cui 150 residenti nella frazione Biestro, e trova occupazione per la maggior parte, nelle piccole e grandi industrie dei grossi centri urbani della bassa vallata, nella zona industriale di Pallare si trovano infatti solo diverse piccole e medie imprese artigiane, segherie e officine meccaniche che garantiscono l’occupazione ad un centinaio di addetti senza inquinare l’ambiente circostante.

Il centro del paese raggruppa una serie di servizi molto utili e comodi, dalle poste, ufficio medico, e scuola Materna che trovano sede nel bel palazzo Comunale, alla, farmacia e a diversi esercizi commerciali dove ci si può rifornire di ogni tipo di merce senza dover scendere a Carcare.

Nei locali delle scuole elementari trova sede anche il punto di prestito bibliotecario gestito dalla Comunità Montana Alta Val Bormida di Millesimo, e la sala museale dove sono esposti interessanti reperti Napoleonici, dei periodi Bellici e della civiltà contadina, legati alla storia del paese.

Della storia Pallarese troviamo testimonianze negli antichi archivi delle due parrocchiali, e altre più antiche passeggiando nel verde tra i boschi, lasciate incise sulla pietra dall’uomo in periodi diversi, molte sono infatti le incisioni rupestri risalenti ai periodi preistorici presenti sulle costiere di Biestro e poi ci sono grossi massi diventati famosi perchè legati a racconti popolari , come le pietre di Napoleone in loc. Bricco o lo scoglio del Marenco.

Per gli amanti dell’architettura merita uno sguardo, la maestosità della struttura di Cà di Gamba, con i suoi possenti e artistici archi, i portali, gli scaloni interni e anche i resti della meridiana sulla facciata e le strutture dei tanti borghi rurali coi loro porticati, le piazzette, gli antichi abbeveratoi, da quello di Monmartino rimasto in gran parte inalterato e oggi bisognoso di restauri a quelli dei Mallarini , dei Malagatti, o dei Cabitti.

Tanti sono gli itinerari che si possono percorrere, immersi nel verde, risalendo i vari rii o retani, alla ricerca delle tante e salutari fontane alle quali dissetarsi, oppure dei resti delle meridiane presenti sulle facciate di molti cascinali, alcune come quelle sui cascinali di Baiardo e delle Chiappe, molto ben conservate, e per gli amanti dei pic-nic, l’area ideale, metà preferita domenicale anche di molti pallaresi è quella del Prato dello Stallo, sorta accanto alla cappella campestre da poco ristrutturata e abbellita.

Per gli amanti dell’architettura a Biestro merita una visita per la ricchezza degli interni e delle opere che conserva, la chiesa parrocchiale di Santa Margherita a Biestro edificata nel 1663 da Pompeo del Carretto, e anche la maestosità della struttura di Cà di Gamba, (con i suoi possenti e artistici archi, i portali, gli scaloni interni e anche i resti della meridiana sulla facciata,) per non dimenticare poi i piccoli borghi rurali coi loro porticati, le piazzette interne, gli antichi pozzi e abbeveratoi in pietra, fra i quali segnaliamo quello di Monmartino rimasto in gran parte inalterato e oggi bisognoso di restauri, e quelli dei Mallarini , dei Malagatti , e dei Cabitti.



Tanti sono anche gli itinerari che si possono percorrere, immersi nella quiete e nel verde, risalendo i vari rii o retani, alla ricerca di salutari fontane alle quali dissetarsi (alcune famose come quella della Regina raggiungibile in auto lungo la strada che da Valleggino porta a loc. 3 abeti, e comode ) oppure dei resti delle meridiane, gli antichi orologi solari presenti sulle facciate di molti cascinali, alcune come quelle sui cascinali di Baiardo(del 1881- posta in cima al retano delle Rondonne) e delle Chiappe (a fianco strada che porta a Montefreddo nella vallata del rio Bò), belle e molto ben conservate, mentre di altre restano solo una parte, (C.na Picchetto o della Montà, case via Roma).

Per i pic-nic, l’area ideale, metà preferita domenicale anche di molti pallaresi, è quella del Prato dello Stallo, sorta accanto alla bella cappella campestre da poco restaurata, mentre per gli storici sempre passeggiando tra i boschi, magari alla ricerca dei prelibati funghi porcini, trovare strani segni incisi sulla pietra dall’uomo preistorico sono le incisioni rupestri presenti sulle costiere di Biestro(bric della Costa- bric Gazzaro).

Altri massi sono diventati famosi perchè legati a fantasiosi racconti popolari, fra questi le pietre di Napoleone in loc. Bricco, 5 grossi massi intagliati chi dice da utilizzare quale base per un ponte a Carcare, chi per un monumento da erigersi a Napoleone, o ancora quali basamenti per una postazione militare, e ancora lo scoglio del Marenco sul bric Zenei, che si vuole nasconda nelle sue vicinanze tesori nascosti, invano cercati .

A Fornelli fra le vaste proprietà dei marchesi Raggi de Marini, troviamo circondata da verdi prati e antichi caseggiati adibiti nel tempo a ospedali, stalle, abitazioni, scuole e segherie, l’antica Abbazia (1179) amministrativamente in Comune di Mallare ma da sempre legata alla storia Pallarese, che conserva al suo interno una serie di affreschi quattrocenteschi e un’architettura della volta in stile gotico-romanico, davvero particolare che però rimane chiusa al pubblico e può solo essere ammirata dalla vicina strada.

La sala Museale Napoleonica sorta nel 1996, presso le scuole Elementari di via Mario Colombo, offre un’interessante rassegna di atti, reperti trovati sul campo di battaglia, soldatini ecc del periodo, oltre a documenti e reperti sulla storia locale e sui due conflitti bellici.




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