Le Dolomiti: Pflegerhof, il maso delle erbe officinali.


A ovest di Siusi e Castelrotto, dei ripidi e assolati pendii scendono verso la valle dell’Isarco, percorsa dall’autostrada e dalla ferrovia del Brennero.


Anche se la differenza in quota non è molta (circa duecento metri), la posizione riparata permette ai contadini della frazione di Sant’Osvaldo (St Oswald in tedesco) di coltivare molte piante che sull’altopiano di Siusi non riuscirebbero a vivere.


Nei pressi dell’abitato, su un gradino roccioso, Castel Rovereto (Schloss Aichach in tedesco) ha controllato per secoli un sentiero che saliva dalla valle dell’Isarco verso Siusi. Il custode della rocca, pfleger in tedesco, viveva a pochi passi dalla fortezza.


Oggi i terrazzi sorvegliati dalla torre in rovina del castello, esposti a sud e che godono di un microclima temperato, ospitano le coltivazioni di piante officinali dello Pflegerhof, il maso del Custode.


Anche se dall’alto occhieggiano le rocce dello Sciliar, lo Pflegerhof sorge a una quota dove in Alto Adige si coltivano soprattutto mele.


Quarant’anni fa questo era un maso povero, che viveva grazie ai campi di segale, alle camere da affittare ai turisti e allo stipendio da postino di Richard Mulser.


Nel 1982, però, Richard e sua moglie Martha hanno iniziato a coltivare le loro erbe officinali. Richard non c’è più da qualche anno, ma l’idea ha avuto successo. A luglio, cuore dell’estate alpina, i fiori della calendula, dell’issopo, del fiordaliso colorano i terrazzi intorno al
maso.


Altre specie permettono di compiere un autentico giro del mondo, scandito dal basilico greco, dalla salvia peruviana e da profumate varietà di timo provenienti dalla Giamaica e da Cuba.


Oggi lo Pflegerhof è uno dei più importanti produttori di erbe officinali dell’Alto Adige. Nei suoi due ettari di terrazzi e di serre crescono oltre cinquecento varietà di piante, utilizzate per produrre tisane, sciroppi, condimenti e cosmetici. Molto popolari tra i visitatori sono i quaranta tipi di menta (menta al mojito, menta alla fragola…), i quasi cinquanta tipi di salvia (salvia citrica, salvia affumicata…) e venti tipi di basilico (dal basilico all’anice fino al basilico alla cannella), una pianta mediterranea che di solito non viene associata alle Dolomiti.


Nello Pflegerhof non si trovano solo piante aromatiche e medicinali, ma anche piante profumate e piante ornamentali. Molti appassionati di giardinaggio vengono qui per acquistare piantine per i loro terrazzi e i loro giardini. Il punto vendita al maso è aperto tutto l’anno.


Il lavoro di Martha Mulser, delle sue figlie Cornelia e Maria e delle loro collaboratrici richiede esperienza e abilità. Anche se il clima dello Pflegerhof è mite, le serre sono necessarie per garantire il giusto clima alle piantine nei momenti cruciali della semina o dell’innesto di talee
nella terra.


Nella serra, che d’inverno viene riscaldata, vengono coltivate circa duecento specie di piante. Il concime utilizzato, qui come nei campi intorno al maso, è quello naturale prodotto dagli animali dello Pflegerhof.


L’altro fattore fondamentale è l’umidità, e le collaboratrici di Martha Mulser devono dedicare molto tempo ad annaffiare. Un altro lavoro tradizionale e delicato è la raccolta a mano dei fiori di calendula e di fiordaliso.


Vale senz’altro la pena, per chi s’interessa alle erbe officinali e alla natura, di partecipare alle visite guidate delle coltivazioni. Prima o dopo la visita dello Pflegerhof, è d’obbligo sostare nel borgo e nella chiesa quattrocentesca di Sant’Osvaldo, dove degli affreschi ben conservati mostrano la Genesi e la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre.


I montanari delle Dolomiti, però, non vivevano in paradiso, ma erano costretti a un duro lavoro quotidiano. Per capirlo basta una visita al piccolo museo contadino locale, dove sono esposti falci, cesti, aratri, gioghi, e le grandi slitte utilizzate fino a qualche decennio fa per il trasporto del fieno.

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