L'Alpe di Siusi e lo Sciliar


Le due torri dello Sciliar, le punte Santner ed Euringer, sorvegliano l’Alpe di Siusi e i tre centri di Castelrotto, Fiè allo Sciliar e Siusi. Comodi da raggiungere da Bolzano, dall’autostrada e alla ferrovia del Brennero e anche dalla vicina val Gardena, i tre paesi sorgono su un terrazzo a circa mille metri di quota.
A rendere la zona straordinaria è lo Sciliar, una gigantesca montagna che si lascia vedere anche da Bolzano. La conquista della torre che oggi porta il suo nome, compiuta nel 1880 da Johann Santner, ha segnato la nascita dell’alpinismo altoatesino.
Per i visitatori di oggi, come per contadini e allevatori del passato, ha uno straordinario interesse l’Alpe di Siusi (Seiser Alm in tedesco), il più vasto altopiano delle Dolomiti. Dai suoi pascoli, e dai belvedere che lo circondano, si vedono il Sella, il Sassolungo e le Odle.
D’inverno, i pendii bene innevati fanno dell’Alpe di Siusi un’ottima meta per gli appassionati dello sci. Oltre alle piste di discesa, esistono ottimi anelli per il fondo, strade da percorrere su slitte trainate da cavalli e i winterwanderwege, i sentieri battuti che permettono delle piacevoli passeggiate.
Nonostante le strade, gli impianti di risalita e gli alberghi, l’Alpe fornisce ancora fieno e pascoli alla gente dei paesi ai suoi piedi.
Viottoli e sentieri attirano quassù, da giugno a ottobre, camminatori provenienti da ogni parte d’Europa. I viottoli dell’altopiano sono ideali per passeggiate tranquille. Chi cerca itinerari più lunghi può salire verso l’Alpe di Tires o lo Sciliar.

La cavalcata Oswald von Wolkenstein

La cavalcata Oswald von Wolkenstein, nata nel 1983, è tra le manifestazioni più spettacolari dell’Alto Adige. I cavalli utilizzati sono di razza avelignese (Haflinger in tedesco), dal pelame rossiccio e dalla lunga chioma bionda.
La razza, creata ufficialmente nel 1874 in val Venosta, è stata utilizzata soprattutto per il lavoro in montagna. Oggi, grazie al suo carattere docile, l’avelignese è anche un cavallo da sella, molto amato dai bambini. D’inverno, traina le slitte dell’Alpe di Siusi e di altri comprensori.
Alla gara partecipano trentasei squadre, metà delle quali deve superare una prova di qualificazione. All’ingresso di Castelrotto, Fiè allo Sciliar e Siusi, sagome di cavalieri e cavalli ricordano tutto l’anno la gara che si corre tra maggio e giugno, e che ricorda uno straordinario personaggio.
Musicista, cavaliere, consigliere di re e imperatori, Oswald von Wolkenstein nacque nel 1367 nel maso Vogelweiderhof. Perse l’occhio destro a nove anni durante i festeggiamenti del Carnevale. Un anno dopo partecipò alla campagna contro i lituani pagani. Più tardi combatté in Svezia, in Russia, in Inghilterra, in Italia e in Francia.
Nel 1397 andò pellegrino in Terrasanta, al suo ritorno visse a Castel Hauenstein, ai piedi dello Sciliar, in vista del centro di Siusi. La sua tomba è accanto al duomo di Bressanone. Von Wolkenstein è stato uno dei più grandi poeti cavallereschi di lingua tedesca.
Se le gare della cavalcata sono seguite da un vasto pubblico, solo gli organizzatori, i concorrenti, i cavalli e pochi altri sono presenti all’alba a Castel Forte (Trostburg in tedesco). Si inizia con un trasferimento in salita. Uno alla volta, dopo un caffè (e per molti uno schnapps), i 144 partecipanti, uomini e donne, risalgono la mulattiera dalla valle dell’Isarco a Castelrotto. Anche se ha piovuto e c’è fango, in salita e al passo non c’è rischio di farsi male.
Alle nove e mezza il primo dei quattro tornei inizia nel campo di gara di Castelrotto. Uno alla volta, i quattro componenti di ogni squadra devono lanciare il cavallo al galoppo. In un giro, devono gettare per tre volte un’asta facendola passare attraverso tre anelli.
Al termine del suo giro il cavaliere deve passare l’asta a chi lo segue, e tutti e quattro devono portare a termine il percorso. Ogni errore di lancio costringe a ripetere la prova. La tribuna e il prato all’interno del circuito traboccano di turisti e tifosi, l’atmosfera è quella di una grande sagra popolare.
La seconda prova, quella del labirinto, inizia verso le undici a Siusi, in una conca ai piedi dei boschi e delle rocce dello Sciliar, in vista di Castelvecchio (Hauenstein), dove ha vissuto von Wolkenstein. I quattro componenti della squadra devono impugnare un’asta tenuta di traverso, e galoppare insieme fino a una torre di legno. Poi, uno alla volta, devono percorrere un labirinto, tra pali in bilico simili a quelli degli ostacoli dei concorsi ippici, e ogni errore causa una penalità. La terza prova, al laghetto di Fiè, viene percorsa in buona parte al galoppo. A metà del percorso, ogni cavaliere deve prendere una palla di legno, poggiarla in uno scivolo, riprenderla al volo e depositarla in un cesto. Alla fine i cavalieri devono superare in retromarcia un cancello. La quarta e ultima gara inizia alle due del pomeriggio, di fronte a migliaia di persone. Su una pista di terra battuta lunga un centinaio di metri, si svolge uno spettacolare slalom tra alti pali di legno. È una gara a staffetta, tra squadre di quattro cavalieri. Al termine del suo percorso, ogni concorrente consegna al successivo la lancia che serve da testimone. Il cronometro scatta quando l’ultimo componente della squadra arriva al traguardo, ogni palo toccato aggiunge una penalizzazione al tempo effettivo. Oltre alle quattro gare, vale la pena di seguire la spettacolare sfilata in costume che si svolge a Fiè allo Sciliar il giorno prima della gara.

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