aprile 14, 2012

I forti di Genova sono un insieme di fortificazioni militari risalenti a diverse epoche a difesa del territorio urbano.

Forte_Diamante Genova6I forti di Genova_QuezziI forti di Genova sono un insieme di fortificazioni militari risalenti a diverse epoche, che la Repubblica di Genova edificò a difesa del territorio urbano del capoluogo ligure nel corso della sua storia.

Questo sistema difensivo scandisce gli eventi di buona parte della storia cittadina, quasi a punteggiare la complessa teoria delle sette cinte murarie che si sono sovrapposte nel tempo.

Fra queste, le mura sei-settecentesche che cingono ancora oggi a corona le alture che costituiscono il primo contrafforte dell'ormai prossimo Appennino Ligure e rappresentano la più lunga cinta muraria in Europa e la seconda al mondo, dopo la grande muraglia cinese.

Buona parte delle fortificazioni genovesi sono ancor oggi visibili e in alcuni casi anche visitabili. Alle principali fortificazioni (complessivamente 16) vanno aggiunte quelle costruite a ponente, sulle alture tra Cornigliano e Sestri Ponente, nella seconda metà dell'Ottocento (Forte Casale Erselli, Forte Monte Croce, demolito nel 1959, e Forte Monte Guano), nonché il bastione San Bernardino, le torri ottocentesche (non completate, tranne la Torre Quezzi e quella di San Bernardino) e le numerose batterie costiere, alcune delle quali ancora esistenti (fra queste la più conosciuta è nota come Batteria del Vagno).

  • Forti lungo il perimetro delle Mura Nuove:
    Forte Castellaccio - Torre Specola
    Forte Sperone
    Forte Begato
    Forte Tenaglia


  • Forti esterni alle mura (alture di Sampierdarena):
    Forte Crocetta
    Forte Belvedere (non più esistente)

  • Forti sui crinali a nord delle mura:
    Forte Puìn


    Forte Fratello Minore


    Forte Fratello Maggiore (demolito nel 1932)
    Forte Diamante
  • Forti di levante (Val Bisagno, Albaro):
    Forte San Giuliano (oggi sede del comando regionale dei Carabinieri)
    Forte San Martino
    Forte Santa Tecla
    Forte Quezzi
    Forte Richelieu


    Forte Monteratti


  • Forti ottocenteschi di ponente (Cornigliano - Sestri Ponente):
    Forte Monte Croce (demolito nel 1959)
    Forte Casale Erselli
    Forte Monte Guano
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I forti di Genova_Diamante
I forti di Genova_Fratello_Minore
I forti di Genova_Puin
I forti di Genova_Quezzi
I forti di Genova_Quezzi1
Forte dei Ratti
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I forti di Genova_Santa_Tecla
I forti di Genova_Sperone
Genova_Torre_Granarolo
 
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Arenzano: la città e il santuario, il mare e le spiagge.

Villa Negrotto Cambiaso è un edificio di fine Ottocento situato al centro del parco comunale di Arenzano in provincia di Genova.

Prende il nome dalla marchesa Matilda Negrotto Cambiaso, sua proprietaria nel XX secolo. È oggi sede del municipio di Arenzano.

Nel luogo dove si trova attualmente Villa Negrotto Cambiaso sorgeva già in epoca medievale una torre quadrata alta circa 21 metri.

Nel 1558 il marchese Tobia Pallavicino acquistò nel territorio di Arenzano un vasto appezzamento che comprendeva anche l'area dell'odierno parco e vi fece costruire una villa adiacente alla preesistente torre.
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La villa aveva la funzione di dimora estiva suburbana, come di moda tra le ricche famiglie genovesi, e di centro agricolo, ed era per questo circondata non da un parco ma da un ordinato insieme di campi coltivati.

Solo i terrazzamenti della zona ovest erano usati come vero e proprio giardino.

La situazione rimase la stessa fino alla fine del XIX secolo, quando nel 1880 la marchesa Luisa Sauli Pallavicino volle rinnovare e ristrutturare la villa creando un elegante parco al posto dei campi coltivati.

arenzano_mappaDella progettazione fu incaricato l'architetto Luigi Rovelli, che si era già occupato di sistemazioni simili per la villa e il parco del conte Eugenio Figoli Des Geneys ad Arenzano o per il parco della villa Brignole Sale Duchessa di Galliera a Genova Voltri.

Arenzano fa parte del Parco naturale regionale del Beigua e il parco è luogo di transito di diverse specie di uccelli.

Oltre alle specie tipiche dell'aviofauna ligure (passeri, merli, colombi, gabbiani) si possono incontrare diverse specie di oche e anatre, come il germano reale, l'anatra ciuffata, l'anatra muta.

Nell'area ovest alle spalle della villa risiede inoltre una colonia di pavoni. Nelle vasche davanti all'entrata della villa vivono diverse tartarughe.
 
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Il Forte Diamante è la postazione che si trova più a nord tra le mura di Genova.

Forte_Diamante GenovaForte_Diamante Genova_mappaIl primo progetto del Forte Diamante risale al 1747 ma la costruzione vera e propria iniziò nel 1756. Altre trasformazioni avvenirono nel 1814 ad opera del Genio Sardo. Il suo abbandono definitivo, che dura fino ad oggi, è datato 1914.

Il Forte Diamante è la postazione che si trova più a nord tra le mura di Genova, inoltre non è più ubicato nel comune di Genova ma nel comune di Sant'Olcese, unico forte a trovarsi fuori dai confini del comune.

Il forte Diamante si trova sul monte Diamante ed è raggiungibile sia dalla Val Polcevera che dalla Val Bisagno, vallate su cui il Forte è in posizione dominante. La via più semplice è comunque quella che proviene dal Forte Sperone e che permette di giungere a piedi, superati il Forte Puin e il Fratello Minore, fino alla Sella de Diamante e quindi al tratto finale (comune tra tutte le vie di accesso) con 14 tornanti che si inerpicano fino al Forte.

Arrivati in cima al Diamante si trova l'ingresso del forte, anticamente dotato sia di ponte levatoio che di stemma sabaudo. Il forte è ormai sprovvisto delle strutture in ferro, tra cui le grate a protezione delle caditoie, asportate durante la seconda guerra mondiale. Nonostante lo stato di abbandono, la struttura, considerata anche la posizione domiante sugli appennini e la tipologia di fortificazione, è molto scenografica e affascinante.

Struttura.
All'interno del forte, posizionato su un terrapieno, si trovano la caserma a tre piani, utilizzati come cappella, magazzino e camerate per la guarnigione che poteva variare da 40 a 100 uomini. Il pavimento del terrazzo, ora ridotto ad un prato, era in origine piastrellato in mattoni, e le grate delle caditoie erano apribili. L'opera è dotata di una cisterna, capace di contenere 80 metri cubi d'acqua.

Il retrostante terrapieno pentagonale alla caserma, ospitava l'armamento; cinque grandi obici posizionati verso nord, e due cannoncini a difesa dell'ingresso.

Come arrivare.
Il forte è raggiungibile (esclusivamente a piedi) lungo un sentiero che inizia dal Forte Sperone e tocca il Forte Puin, passando a breve distanza dai Due Fratelli.

In alternativa si può utilizzare il pittoresco Trenino di Casella partendo dalla stazione nei pressi di Piazza Manin e scendendo alla fermata di Trensasco, frazione di Sant’Olcese sulle alture tra la Val Polcevera e la Val Bisagno facilmente raggiungibile anche in automobile da entrambe le vallate. Dal valico di Trensasco un ripido sentiero raggiunge la vetta del monte e il forte in circa 40 minuti di cammino.


  • Guarda la cartina di Forte Diamante
  • Guarda la vista a volo di uccello di Forte Diamante

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